I tre Parchi archeologici della Maremma sono uniti da un filo comune: il Parco di Roselle, vicino a Grosseto; il Parco di Vetulonia, nel comune di Castiglione della Pescaia; e il Parco di Cosa, nella frazione di Ansedonia, parte di Orbetello, dove si trova anche un piccolo museo. Roselle e Vetulonia sono antiche città etrusche fondate nel IX secolo a.C., celebri per le loro poderose mura in pietra e per la ricchezza dei resti. Cosa, invece, è una colonia romana fondata nel III secolo a.C., un vero manuale vivente di urbanistica antica: strade, templi, case e fortificazioni raccontano come si organizzava una città romana. Il visitatore, passeggiando tra questi siti, può compiere un viaggio nel tempo, dagli etruschi al Medioevo, in un paesaggio ancora intatto e suggestive.
Il Parco archeologico di Roselle
«In Toscana e nel Lazio – continua il direttore – stiamo lavorando a un progetto che unisce le antiche vie degli etruschi, creando un percorso che racconti la loro civiltà e il legame con il nostro presente. Conoscere il passato non deve essere un’esperienza isolata o scolastica: i siti archeologici devono essere luoghi vivi, da vivere ogni giorno. Ecco perché organizziamo spettacoli teatrali, concerti, passeggiate archeologiche: vogliamo che le persone sentano questi luoghi come parte della loro quotidianità. Il nostro slogan è: “Testimoni di una storia millenaria”. Ci piace perché racchiude il senso del nostro lavoro: conservare e raccontare una memoria antichissima che solo l’archeologia può rendere visibile. Ho trovato una grande collaborazione con gli enti locali, in particolare con la Provincia di Grosseto, che ci ospita temporaneamente. Tuttavia, ci sono ancora molte sfide: migliorare le infrastrutture, rendere i siti accessibili a tutti – anche alle persone con disabilità motorie – e potenziare i collegamenti con i mezzi pubblici. Vogliamo anche abbattere le barriere cognitive, rendendo la narrazione archeologica più inclusiva e comprensibile a pubblici diversi, anche stranieri. La situazione di partenza era buona, ma i margini di crescita sono enormi».