Dal Careggi al Burundi: due medici fiorentini portano la chirurgia dove curarsi è un privilegio

A cura di Davide Costa

Portare competenze mediche specialistiche dove l’accesso alle cure è spesso un privilegio riservato a pochi. È l’obiettivo della missione che Wellness Charity ha appena concluso in Burundi, dove due urologi toscani hanno lavorato per alcuni giorni all’ospedale CMCK di Kinindo, alle porte di Bujumbura. Sei gli interventi chirurgici eseguiti, affiancati da attività ambulatoriale e momenti di formazione e confronto con il personale sanitario locale.

Protagonisti della prima esperienza nel Paese africano sono stati Andrea Cocci e Francesco Sessa, entrambi medici dell’ospedale fiorentino di Careggi. Nel corso della permanenza hanno collaborato direttamente con l’équipe burundese, affrontando anche interventi di particolare complessità: tra questi, due cistectomie e una ricostruzione ureterale.

«Questa prima missione ci ha permesso di entrare in contatto con la realtà sanitaria del Burundi e, soprattutto, di avviare un rapporto di collaborazione con i professionisti del CMCK Hospital di Kinindo – racconta Andrea Cocci, presidente di Wellness Charity –. Insieme a Francesco Sessa abbiamo effettuato sei interventi. Ma il risultato più importante è aver iniziato a costruire le condizioni per una presenza che possa continuare e consolidarsi nel tempo».

Il lavoro dei due specialisti si è confrontato con una realtà sanitaria complessa, nella quale la scarsità di risorse economiche e materiali condiziona profondamente la possibilità di garantire assistenza. Il Burundi è infatti tra i Paesi più poveri del mondo, con un prodotto interno lordo nominale pro capite che, secondo le stime, supera di poco i 600 dollari all’anno.

Le conseguenze sono evidenti soprattutto nell’accesso alle prestazioni specialistiche. In un sistema nel quale una parte consistente delle spese sanitarie ricade direttamente sui cittadini, un intervento chirurgico può arrivare a costare tra i 2mila e i 3mila dollari. Cifre difficilmente sostenibili per una popolazione il cui reddito medio mensile è spesso inferiore ai 50 dollari.

Alle difficoltà economiche si sommano quelle infrastrutturali. L’erogazione dell’acqua non è sempre regolare, le interruzioni di corrente sono frequenti e anche il reperimento del carburante può diventare problematico. Condizioni che inevitabilmente si ripercuotono sull’organizzazione delle strutture sanitarie, spesso costrette a lavorare con dotazioni tecnologiche, farmaci e materiali non sufficienti.

È in questo contesto che Wellness Charity intende sviluppare il proprio progetto. L’associazione opera nella promozione del benessere e della salute attraverso la divulgazione scientifica, la formazione sui più aggiornati approcci terapeutici, il sostegno economico alle missioni umanitarie e la promozione di politiche socio-sanitarie.

Quella appena conclusa non vuole dunque essere un’esperienza isolata. Il prossimo appuntamento è già in programma per febbraio, quando l’associazione conta di tornare in Burundi con una delegazione più ampia.

«La prima missione aveva soprattutto lo scopo di conoscere il contesto, comprendere le necessità e creare relazioni con i colleghi burundesi – spiegano Cocci e Sessa –. Adesso stiamo lavorando per organizzare il prossimo viaggio, al quale vorremmo partecipassero cinque o sei medici, prevalentemente urologi. L’intenzione è dare vita a un’attività più strutturata, mettendo a disposizione della popolazione competenze specialistiche che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere e, contemporaneamente, contribuendo alla crescita professionale del personale locale».

Un percorso di cooperazione sanitaria che punta quindi a superare la dimensione del singolo intervento, attraverso la condivisione delle conoscenze e la costruzione di rapporti professionali duraturi.

Durante la permanenza in Burundi, i medici hanno inoltre ricevuto il sostegno della console onoraria italiana a Bujumbura, Caterina Iametti, che hanno voluto ringraziare per la disponibilità e l’aiuto offerto alla delegazione.

«La nostra professione ci dà la possibilità di mettere le competenze che abbiamo acquisito al servizio di chi vive in condizioni di maggiore difficoltà. Per noi unire il lavoro medico alla solidarietà è un’opportunità, ma anche una responsabilità. È questo il senso più autentico dell’impegno di Wellness Charity»

Immagine di WonderMag Italia

WonderMag Italia

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