Anche la sua camicia infatti, anziché diventare rifiuto, può essere riutilizzata. Il racconto di una applicazione pratica del concetto di economia circolare.
Si può innovare anche partendo da una semplice testa d’aglio?Quaderno artigianale
Il racconto di Rosa è appassionato, come di chi è fermamente consapevole di un progetto rivoluzionario nella sua semplicità.
“Rispetto ad altri esempi di recupero e riciclo di rifiuti organici, come il mais o la pelle delle mandorle, il processo che ho ideato non prevede nessun trattamento chimico. Utilizzo la tunica d’aglio tal quale, semplicemente tagliandola in pezzettini piccoli, che conservano anche dei piccoli filamenti che, intrecciandosi in maniera casuale nella lavorazione al telaio, creano una trama che rende il foglio resistente e flessibile. Non ho bisogno di colle né di altro”.
Un processo completamente green e sostenibile di economia circolare: “utilizzo pochissima acqua”, aggiunge Rosa, “perché la tunica non necessita di essere lavata, anzi il suo colore è una delle particolarità dei fogli che produco e l’acqua che utilizzo e cade dal telaio quando presso i fogli, viene raccolta e riutilizzata per bollire altra tunica”.
Un processo completamente circolare che consente di sottrarre allo smaltimento anche la tunica proveniente da altre coltivazioni di aglio.
“Nel 2024 abbiamo recuperato 200 Kg di tunica d’aglio derivante da altre aziende agricole”, ci spiega Rosa, che è riuscita a perfezionare la qualità dei fogli prodotti rendendoli malleabili ed utili per creare anche dei manufatti.
“Oggi con la tunica d’aglio produco non solo fogli ma anche scatoline, buste da lettera, quaderni artigianali. E’ ottima anche come base per creazioni artistiche. Una di queste, da me realizzata, è stata inclusa in una video-esposizione al Carrousel du Louvre”.
La produzione è su richiesta e completamente manuale ed è in crescita. Sempre più gente apprezza questo prodotto nato da una materia prima-seconda, che è stata anche brevettata e che è valsa a Rosa diversi premi, tra cui quello di Legambiente come Ambasciatore del territorio e due Oscar Green di Coldiretti.
Rosa Ferro
L’anima imprenditoriale e l’inventiva di Rosa Ferro non si fermano qui però. Le chiediamo se ha in programma di riciclare altri materiali organici. “La nostra attività principale è l’allevamento di galline al pascolo. Curiamo molto il loro benessere e questo ci consente di produrre uova di ottima qualità. Chissà che non riesca ad inventarmi un processo per trasformarne i gusci in qualcosa di utilizzabile per altri scopi!.
Bomboniera
Condividi l’articolo su: